9. Del "diritto ad essere dimenticati" è possibile cogliere un ulteriore profilo dinamico, connesso
all'affermarsi delle tecnologie digitali e dei network globali.
In siffatto ambito ad un sempre più facile accesso alle informazioni o dati - capaci quale esito stabile di una
rappresentazione pubblica dell'individuo di definirne l'identità personale - si correla il riconoscimento del
loro controllo.
I dati presenti nella sconfinata agorà internettiana restano governabili attraverso un fascio di poteri tipizzati
tra i quali, oltre alla trasformazione, rettificazione, aggiornamento ed integrazione, rientrano pure la
cancellazione e il blocco.
Il D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 ("Codice in materia di protezione dei dati personali"), che ha abrogato la
precedente legge sulla privacy, L. n. 675 del 1996, ha introdotto gli artt. 11 e 7, con contenuti che già
appartenevano all'art. 12, lett. b) e art. 14, lett. a) della direttiva 95/46 CE del Parlamento Europeo e del
Consiglio del 24 ottobre 1995, adottata con lo specifico scopo di armonizzare le norme in materia di
protezione dei dati personali per garantire un "flusso libero" (free flow of data) dei dati e promuovere un
elevato livello di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.
Sono i termini che segnano il fondamento positivo del diritto all'oblio all'interno della disciplina del
trattamento dei dati personali per scopi giornalistici (art. 136 D.Lgs. cit.), di cui si stabilisce la non legittimità
ove la conservazione dei dati avvenga "in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un
periodo di tempo superiore a quello necessario agli scopi per i quali sono stati raccolti o trattati" (art. 11,
comma 1, lett. e) D.Lgs. cit.), là,dove il principio di finalità integra un vero e proprio limite intrinseco del
trattamento lecito dei dati personali (Cass. 05/04/2012 n. 5525, p. 11 motivazione).
A tale previsione è correlato il diritto dell'interessato di conoscere, in ogni momento, chi possiede i suoi
dati personali e come li adopera e di opporsi al loro trattamento "ancorchè pertinenti allo scopo della
raccolta", ovvero di ingerirsi al riguardo, chiedendone (D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 7, comma 3, lett. a) e b) e
comma 4, lett. a)) la cancellazione, la trasformazione, il blocco, ovvero la rettificazione, l'aggiornamento,
l'integrazione (l'impostazione, a definizione del diritto all'oblio, è nelle premesse dei casi scrutinati da: Cass.
05/04/2012 cit.; Cass. 24/06/2016, n. 13161; ed espressamente, sul punto, tra le molteplici assunte, il
Garante Privacy con la decisione del 7 luglio 2005, doc. web n. 1148642, che rinviene nel cit. D.Lgs. n. 196,
art. 11, comma 1, lett. e), il fondamento normativo del diritto all'oblio).
9.1. Il riferimento al diritto all'oblio è divenuto espresso, come rilevato da questa Corte di legittimità (Cass.
05/11/2018, n. 28084), con il Regolamento (UE) n. 2016/679, Regolamento Generale sulla Protezione dei
Dati (Generai Data Protection Recitilation), noto come GDPR.
Emanato il 27 aprile 2016 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, relativo alla protezione delle persone
fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonchè alla libera circolazione di tali dati, di
abrogazione della direttiva 95/46/CE, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. 119 del 4
maggio 2016 ed entrato in vigore il 24 maggio 2016 - con applicazione diretta negli Stati membri dal 25
maggio 2018, alle cui disposizioni la normativa nazionale è stata adeguata con il D.Lgs. 10 agosto 2018, n.
101 (G.U. Serie Generale n. 205 del 04.09.2018) in vigore dal 19/09/2018 - il GDPR all'art. 17, nel primo
paragrafo, lett. f), introduce un espresso riferimento al diritto all'oblio, chiarito nel suo portato dal 65C
Considerando là dove esso è menzionato, tra parentesi, in una disposizione dedicata alla "cancellazione"
dei dati personali.
Si tratta, come è stato detto, della rappresentazione della migliore tutela che resta esclusa, in quel
contesto, in applicazione del criterio del bilanciamento là dove il diritto all'oblio venga in comparazione, tra
le altre ipotesi tratteggiate dalla norma, con il trattamento dei dati dovuto all'esercizio del diritto alla