In tale prospettiva – e in accordo con quanto stabilito dalla decisione quadro
2008/913/GAI del Consiglio (di cui infra), già con l’Agenda europea sulla
sicurezza del 2015, è stato istituito su iniziativa della Commissione un Internet
Forum, che riunisce i Ministri degli Interni degli Stati membri dell’Unione
europea, nonché i rappresentanti dei principali fornitori di servizi via Internet, del
Parlamento europeo, di Europol, e il coordinatore europeo per la lotta al
terrorismo. Obiettivo del Forum è quello di individuare sistemi che ostacolino la
diffusione di contenuti che inneggiano all’odio, alla violenza o al terrorismo
internazionale
•
L’Unione europea ha adottato la decisione quadro 2008/913/GAI sulla lotta
contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto
penale, che ha stabilito: “Il razzismo e la xenofobia costituiscono violazioni
dirette dei principi di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti dell’uomo e
delle libertà fondamentali, nonché dello Stato di diritto, principi sui quali
l’Unione europea è fondata e che sono comuni agli Stati membri” e che “Gli Stati
membri riconoscono che la lotta contro il razzismo e la xenofobia richiede vari
tipi di misure in un quadro globale e non può essere limitata alle questioni penali.
La presente decisione quadro si limita a combattere forme di razzismo e
xenofobia particolarmente gravi mediante il diritto penale”, nella quale, tra i reati
a stampo razzista o xenofobo, è stata prevista “l’istigazione pubblica alla violenza
o all’odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, definito in
riferimento alla razza, al colore, alla religione, all’ascendenza o all’origine
nazionale o etnica” e “l’apologia, la negazione o la minimizzazione grossolana
dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra,
quali definiti agli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale
…”, in particolare “Ciascuno Stato membro prende le misure necessarie affinché
le persone giuridiche possano essere ritenute responsabili dei comportamenti di
cui agli articoli 1 e 2 posti in essere a loro vantaggio da qualsiasi soggetto che
agisca a titolo individuale o in quanto parte di un organo della persona giuridica
e abbia una posizione direttiva in seno alla persona giuridica”;
•
Il Codice di Condotta UE è stato adottato per far fronte al proliferare
dell'incitamento all'odio razzista e xenofobo online ed è stato sottoscritto anche da
Facebook. “L'Unione europea, gli Stati membri, i social media e altre piattaforme
condividono tutti la responsabilità collettiva di promuovere e favorire la libertà di
espressione nel mondo online e, nel contempo, sono tutti tenuti a vigilare che
Internet non diventi un ricettacolo di violenza e odio liberamente accessibile. Nel
maggio 2016, per far fronte al proliferare dell'incitamento all'odio razzista e
xenofobo online, la Commissione europea e quattro colossi dell'informatica
(Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube) hanno presentato un "Codice di
condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online" … Vĕra Jourová,
Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha
aggiunto: "L'illecito incitamento all'odio online non è solo un reato, ma
rappresenta anche una minaccia alla libertà di espressione e all'impegno
democratico. … Dal 2016, anno in cui è stato varato, il Codice di condotta
continua a promuovere progressi costanti e oggi, come conferma la recente
valutazione, le società informatiche reagiscono con prontezza per contrastare i
contenuti di incitamento all'odio razziale e xenofobo che vengono loro segnalati.
… Nel 2018, infine, quattro nuove società hanno deciso di aderire al Codice:
Google+, Instagram, Snapchat e Dailymotion. Anche la piattaforma francese di
giochi online Webedia (jeuxvideo.com) ha annunciato oggi la sua partecipazione.
… L'Unione europea, gli Stati membri, i social media e altre piattaforme
6